[EDITORIALE SFOGO VIDEOUDICO] Hollow Knight: Silksong, l’esagerazione del fandom sul capolavoro GOTY mancato

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In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo sul chiacchieratissimo Hollow Knight: Silksong.



Non mi sono mai nascosto per quanto riguarda il mio parere su Hollow Knight: ed ora, anche per l’appena uscito, Hollow Knight: Silksong, non mi limiterò a farlo nemmeno stavolta. Ritengo infatti che l’indipendente più chiacchierato ed amato degli ultimi anni, sia un gioco estremamente sopravvalutato dal fandom tossico, che si è venuto a creare nel corso del tempo, un pò simile a quello dei Dark Souls, ma anche molto vicino a quello della community di Undertale e Deltarune (in questo caso a mio avviso, con logica, visto che Undertale e tobyfox davvero meritano tutto l’amore e l’apprezzamento che gli è stato offerto). Ciò ha reso questo titolo letteralmente intoccabile, esente da un qualsiasi tipo di critica o di valutazione perlomeno un minimo negativa, seppur il gioco rimanga comunque un ottimo esponente del genere metroidvania, ma MAI il migliore a mio avviso, neanche tra gli indie game, e il mio non è un rage bait da quattro soldi, sia ben chiaro.

La tanto apprezzata “Lore”, così come l’atmosfera (seppur molto affascinante e accattivante) e nemmeno il world building dei due titoli, tanto spiattellato dai puristi di sta gran fava, può giustificare una serie di scelte di gameplay e di game design abbastanza discutibili da parecchi punti di vista. Seppur comandare Hornet in Hollow Knight: Silksong, sia decisamente più comodo ed appagante, rispetto al controllo dello sgorbietto del primo capitolo, vuoi probabilmente anche per la sua altezza ed il suo moveset, molto più simile ad un metroidvania più classico, oltre che una maggiore esperienza da parte degli sviluppatori, il gameplay non risulta essere la perfezione che viene descritta da tutti nelle ultime ore, oed gni volta che si parla e si tessono le lodi riguardo anche al suo predecessore.

Partiamo dal presupposto che Hollow Knight: Silksong, già dalle prime ore, fa subito capire e mette subito in chiaro, che non si scherza minimamente con ogni forma di vita che respira all’interno del suo mondo. Ogni santo MOB (e per ogni intendo TUTTI gli insetti sgorbi che ci e vi sfioreranno), fanno un danno atroce ad Hornet, la protagonista, ben oltre quanto accadeva nelle prime fasi del primo Hollow Knight, e non centra la percezione del “git gud”, che tanti stanno ostentando tossicamente sui social nei primi giorni di lancio. verso chi si lamenta del gioco, fatevene una ragione, persino gente esperta sta facendo fatica nelle prime ore. Non è escluso infatti, che anche i giocatori veterani di Hollow Knight, e perchè no, amanti anche dei metroidvania in generale, possano morire diverse volte, anche con 5-10-15 morti nelle prime due-tre ore di gioco, magari anche solo per qualche leggerezza o disattenzione, complice anche le pochissime abilità che avrà la Hornet imprigionata ma poi liberata ad inizio gioco.

E perchè no, queste morti potranno spesso avvenire anche per “mancanze” da parte degli sviluppatori. Il gioco offrirà spunti di bestemmie continue nell’approccio iniziale ai movimenti, specialmente con il chiaccheratissimo attacco in diagonale verso il basso di Hornet, che risulta essere terrificantemente sbagliato nelle hitbox, seppur appagante nel effettuarlo. Spessissimo accadrà infatti di ritrovarsi per un filo di pixel a cadere in burroni, nella lava, o più comunemente addosso ad un nemico qualunque, che ricordiamolo tutti bambini, ti fa almeno 2-3 danni calcolati in maschere (che essenzialmente sono circa metà della vita di Hornet, con un attacco/due si muore praticamente, bilanciato insomma per essere l’inizio del gioco). E molti simpaticissimi appassionati del culto fanatico di Hollow Knight diranno: “ma ti puoi curare più velocemente rispetto al primo gioco”, certo ragazzi sicuramente è così, nel mondo degli unicorni però. Fatelo quando vi attaccano due-tre nemici assieme (e belli miei, sono presenti in coppia se non in trio, in quasi ogni singola zona del mondo, spawnando appiccicati quasi nello stesso punto), con magari moveset differenti, uno alato che vi carica scendendo dall’alto, un samurai che vi parria con la spada, mentre c’è n’è un altro che rilassantemente ti rotola addosso, tutti in pochi centimetri di mappa, magari pure in delle vie o tunnel strettissimi, magari pieni pure di spine, poi ne riparliamo eh xD.

Per non parlare poi dei danni e le morti ottenute dalla mancata presa delle pareti di Hornet (sempre per una questione di pixel immagino), una delle cose più fastidiose del gioco personalmente, o dai danni di rinculo dei nemici, che se siete poco poco messi male, vi ammazzano spedendovi in qualche burrone o nella lava di rimbalzo, o se vi dice ancora peggio coi boss, rimarrete essenzialmente spalle al muro, senza poter fare essenzialmente un cazzo, se non morire malamente come idioti. Non so sinceramente cosa stessero pensando, ne se fossero scelte volute dal Team Cherry, ma onestamente tutte sta poca pulizia delle hitbox e dei movimenti (tanto apprezzata dai fan, perché ehi, dobbiamo fare i ganzi noi giocatori, che siamo migliori dei casual player), oltre al quantitativo insensato di danni necessari per battere un semplice mob (alle volte vi serviranno quattro colpi per un mob semplice ad inizio gioco, boh la merda proprio), non dovrebbe minimamente essere trascurata nelle critiche, ma a quanto pare, ci son figli e figliastri, specie quando poi si fanno recensioni o video di analisi su altri giochi come successo ad esempio con Donkey Kong Bananza, dove si accusava di cali di frame pesanti il gioco (persino pre-lancio negli eventi, che probabilmente mostravano una versione demo e non il prodotto finale uscito poi perfetto), quando poi pad alla mano (testato anche dal sottoscritto e da chi videogioca da molti anni c’è da dirlo) succedeva in una singola zona finale (che non vi svelerò per spoiler), e neanche così tanto pesantemente, sarà calato forse da 60 a 45fps per qualche secondo, con tantissimi elementi a schermo. Insomma, la solita tiritera e retorica anti-Nintendo, che ci siamo abituati a sorbire nel corso del 2025, post lancio di Nintendo Switch 2, non mi soffermerò troppo stavolta, perchè tanto già sapete perfettamente cosa ne penso, anche per articoli passati.

Tornando all’argomento primario e principale, Il gioco in se per se non è neanche così impossibile come potrebbe apparire dalle mie parole (ci son stati metroidvania molto più elaborati e profondi in passato, ma ne parleremo più avanti, nessuna fretta), la difficoltà che viene fatta percepire al giocatore, è solamente la solita classica artificiosa, molto simile a quella che ti ponevano i primi Dark Souls, guarda caso, anche qui si riprende la simpaticissima abitudine di farti ripartire da Fiuggi per tornare al Boss vicino Milano, beccandosi tutta la merda di ondate di nemici tra la panchina “save/safe”, fino al boss di turno, o addirittura verso e zone in cui recuperare la tela persa (a mo di anime di dark souls), nel caso in cui è morti precedentemente. Non regge nemmeno la scusa del “è ma dovete ottenere abilità ed oggetti”. Per le prime infatti, non influiscono quasi mai sul combattimento effettivo, ne sono utili a velocizzarlo, spesso sono abilità necessarie per avanzare in certe zone (come accadeva anche nei classici Metroid con le abilità di Samus Aran, nulla di nuovo o innovativo insomma), come ad esempio il dash in avanti o il mantello che ti permette di fluttuare in aria per qualche secondo, nelle zone geyser presenti vicino alla lava. I secondi, assieme alle simpaticissime mappe (leggibilissime tra l’altro ricordiamolo, probabilmente un cartografo si butterebbe in burrone vedendole per la disperazione). sono ottenibili spendendo i grani raccolti dai nemici nello shop (anch’esso posizionato in punti sperduti della mappa, gli piaceva far perdere il giocatore, che vi devo dire), che però simpaticamente, perderete ad ogni morte, li potete farmare da nemici in zone ricaricabili vicino a panchine certo, ma andate anche a cagare se mi permettete, visto che ogni oggetto costa l’ira di dio in quantità di grani (manco coi dazi americani a momenti si è vista na roba del genere lol), e in più devi perdere ogni volta, se non ne hai abbastanza, circa 5-10 minuti di farm solo per prenderti due cose nello shop, anche solo per trovare una zona giusta per effettuare l’operazione.

Una serie di fastidi e sporcature varie, che onestamente mi fanno dubitare tantissimo ancora una volta (così come succedeva in passato col precedente, nulla di nuovo anche qua), di quest’aura di perfezione e intoccabilità che viene dipinta dai videogiocatori e dagli “esperti videoludici” (verso Hollow Knight e poi Silksong di conseguenza), che poi spesso tanto “esperti” non lo sono poi così tanto. Come dissero due creator su Youtube qualche anno fa, “chi è che può definirsi esperto nei videogiochi?”, la risposta potrebbe essere nessuno, perché vige la regola del “se a me piace e a te no, sono gusti” e il volemose bene, e “perchè critichi na cosa, non giocarci se non ti piace”, tutte frasi che sentiamo spessissimo, e che più delle volte, sono frasi fatte abbastanza inutili alla critica videoludica quella vera. e peccato che il mondo della fantasia è quello videoludico, non quello reale mi spiace molto deludervi.

L’oggettività non esiste per ogni cosa intendiamoci, ma non vale neanche il contrario, ci sono cose che non possono essere soggettive, così come non può essere soggettivo il fatto che chi elogia ed esalta gridando al capolavoro, un metroidvania come Hollow Knight, non conosca minimamente il passato del genere, nemmeno approfondendo la parola “metroidvania” (lo dico proprio per esperienze personali avvenute, specialmente chiacchierando con ragazzetti post 2000 su Twitch), di cui si si cospargono la bocca. Se non lo sapete infatti (perchè magari videogiocate da poco tempo, nessuno vi butta nella forca tranquilli), la parola del genere metroidvania, deriva dall’unione tra Metroid e Castlevania, ovvero le due serie storiche di Nintendo e KONAMI, che hanno battezzato e dato i natali questo “genere videoludico”. C’è un motivo dunque, se persone che hanno dalla trentina in su, che magari videogiocano già da quando erano poco più che marmocchi, ed hanno vissuto l’epoca d’oro dei videogame (Definita spessissimo come “La Golden age” dei videogiochi, ovvero quel periodo storico che va tra la metà degli anni 80 e per tutti gli anni 90, che ha salvato e fatto rinascere il medium), per cui non viene definito come capolavoro Hollow Knight (e di conseguenza Silksong, che è una diretta costola, seppur migliorata), ma solamente come due buoni/ottimi giochi, a seconda della propria preferenza.

In passato ci son stati davvero dei titoli leggendari, che hanno fatto la storia non solo del genere di appartenenza, ma anche quella videoludica, per citarne solo due, mi viene sicuramente Super Metroid e Castlevania Symphony of Night, due tra gli esponenti più alti tra i classici “metroidvania”, che non solo hanno dettato legge ai tempi, ma continuano ad essere ancora oggi tra i migliori giochi di sempre, di spanne superiori ad Hollow Knight e buona parte del mercato videoludico odierno, facendolo impallidire per la loro capacità di essere ancora freschi ad attuali, pur avendo 20-30 anni sul groppone..

Questo però non toglie minimamente il fatto che continuiate ad amarli ed apprezzarli con tutto il vostro cuore (parlo ovviamente di Hollow Knight originale ma anche lo stesso Silksong), nessuno ve lo toglierà mai ci mancherebbe, però dovete essere consapevoli di un passato videoludico che c’è stato (non è nostalgia o boomerismo il mio o quello di altre persone, ma semplicemente realtà dei fatti), e che ha dato vita a ciò che state giocando e di cui godete e vi divertite oggi, senza il quale, probabilmente adesso vi ritrovereste non a giocare ad Hollow Knight, Undertale, Deltarune, Minecraft o Expedition 33, ma a bowling o a freccette ubriachi in qualche pub sperduto del vostro paese.

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