[EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO] Scala dei voti nei videogiochi, oggettività e soggettività tra Donkey Kong Bananza, Silksong ed Expedition 33
In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo sul clima videoludico attuale.
E’ stata una settimana burrascosa per quanto riguarda il settore videoludico italiano nei social, riguardanti critica ed opinione, e pareri ritenuti sempre soggettivi e non oggettivi, e francamente mi trovo quasi a metà. Per quanto infatti ritenga che ci sono aspetti soggettivi parlando di videogiochi, ritengo quasi altrettanto spesso ci siano dei dati oggettivi, quest’ultimi però, trattati dai più, quasi sempre come i primi.
Il primo esempio che mi viene in mente è sicuramente quello di Hollow Knight: Silksong (ne abbiamo parlato ampiamente qua), un gioco esaltato come la venuta di Cristo e di Fatima, che poi si è rivelato essere, si un ottimo gioco, ma nulla di più. Anche avendolo praticamente terminato al 100%, non ho minimamente avuto idea di cambiarne ogni riga descritta in precedenza, in quanto il gioco in se per se (OGGETTIVAMENTE), è stato studiato, pensato e di conseguenza esser masterato, dai soliti gruppetti di speedrunner. pazzi ed esaltati.
Basti pensare anche ad alcuni degli achievement presenti nel gioco, che spingono il giocatore a completare al 100% lo stesso in meno di 30 ore, o completarlo in meno di cinque ore, robe insane, specie se non si è giocatori abituati a fare più di una run per gioco (E fidatevi son tantissimi ve lo assicuro, e lo dico dal mio NG+5 di Elden Ring/SOTE, quindi sono l’ultimo che criticherebbe questa cosa a vuoto). E sia chiaro, non è una roba sbagliata farlo, ma c’è anche da dire che ho sentito affermare che il gioco viene ritenuto essere “inferiore” come difficoltà, rispetto al primo Hollow Knight (penso sia una delle cazzate più grandi che ho sentito quest’anno) specie se togliamo il discorso “Path of Pain” dall’equazione, che è stato persino spezzicchiato e riproposto furbamente anche su Silksong in certe zone “segrete”.
| Speed Completion | |
|---|---|
| Achieve 100% game completion and finish the game in under 30 hours |
| Speedrunner | |
|---|---|
| Complete the game in under 5 hours |
Non solo, è stato anche detto che non è possibile terminare il gioco senza ottenere il “Doppio Salto” (per terminare intendiamo solamente col finale dell’Atto 2, senza entrare troppo nel dettaglio per evitare spoiler tante volte), anche questa cazzata non vera, in quanto il potenziamento serve si per ottenere l’atto 3 (assieme ad altri raggiungimenti ed obiettivi, restando nel generico), ma non serve obbligatoriamente per sconfiggere il Boss finale e terminare il gioco (col finale peggiore “base”).
Togliendo il discorso Silksong (per ora), questo 2025 è stato un anno particolarmente burrascoso e chiacchierato, tra giochi abbastanza mediocri e dimenticabili (meno che nel 2024 senza dubbio, ma sempre numerosi), affiancati da belle fiammate di ottimi titoli, alcuni di questi additati spesso a capolavori (primo su tutti Expedition 33, citato da qualsiasi essere umano come sicuro GOTY), a giochi come Donkey Kong Bananza (al contrario spesso sottovalutati, ma con un finale tra i più memorabili tra i titoli Nintendo e non, per storia e riassunto di un’era videoludica ormai divenuta leggenda).
Unito a questi, possiamo citare sicuramente giochi come Kingdom Come Deliverance 2, Death Stranding 2, ed uno Splitfiction (estremamente sopravvaluto e decisamente inferiore ai suoi predecessori It take Two, il GOTY 2021, ed A Way Out, quest’ultimo totalmente ignorato da critica e pubblico, nonostante sulla carta dei tre, è indubbiamente quello più riuscito, specie per la trama).
Se dovessi valutare e riassumere alcune delle uscite 2025 con un voto (soggettivo?) ed aggettivo/parola e/o frase (non in ordine di importanza o decrescente), che ho provato, giocato e terminato quest’anno:
- Clair Obscur: Expedition 33 – 9 (Immenso RPG)
- Donkey Kong Bananza – 9 (Golden Age of Bananas)
- Kingdom Come Deliverance 2 – 8.5 (Enormi miglioramenti)
- Mario Kart World – 9 (New open world’s era of kart racing)
- Hollow Knight: Silksong – 8.5 (Molto bello, ma…)
- Death Stranding 2 – 8.5 (Kojimata)
- Everybody’s Golf: Hot Shots – 8 (Ottimo ritorno senza esclusività Sony)
- Silent Hill f – 8 (Bel tentativo, ma.)
- Elden Ring Nightreign – 8.5 (arcade puro)
- Metal Gear Solid Δ: Snake Eater – 7.5 (compitino)
- Cronos: The New Dawn – 8 (belle vibes horror)
- Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land – 7.5 (Another Atelier game)
- Shinobi Art of Vengeance – 8 (hardcore classic)
- Demon Slayer: The Hinokami Chronicles 2 – 6 (new anime game 2025 version)
- Avowed – 5 (Boh)
- Pac-Man World 2 Re-Pac – 8 (Piacevole remake)
- Daemon x Machina: Titanic Scion – 5.5 (Boh 2.0)
- Suikoden 1 & 2 HD Remaster Gate Rune and Dunan Unification Wars – 8 (Raccolta di vere gemme classiche di KONAMI)
- Sonic Racing: CrossWorlds – 8 (Non è Mario Kart, ma non deve necessariamente esserlo)
- Kirby e la terra perduta + Il mondo astrale – 8.5 (buon contenuto aggiuntivo)
- The Alters – 8 (Sorprendente)
- Story of Seasons Grand Bazaar – 8 (Deliziosa esperienza)
- LEGO Voyagers – 8 (co-op game in salsa mattoncini)
- EA Sports FC 26 – 5.5 (CTRL C + CTRL V)
- Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition – 8.5 (Grandiosa riscoperta)
- Mafia: Terra Madre – 7.5 (Sublime trama, ma siamo nel 2025)
- Splitfiction – 7 (Sopravvalutato)
- Blue Prince – 7.5 (Come sopra ma in salsa roguelike)
- Garfield Kart 2: All You Can Drift – 6 (sufficente kart)
- Rune Factory: Guardians of Azuma – 7.5 (Delizioso)
- Donkey Kong Country Returns HD – 8 (Occasione ma costosa)
- Hades 2 – 8 (Appagante)
- Sonic X Shadow Generations – 8 (Ottime aggiunte per Shadow)
- Monster Hunter Wilds – 8 (“Ottimizzazione”)
- Yu-Gi-Oh! Early Days Collection – 7.5 (Buona raccolta)
- Wuchang Fallen Feathers – 6.5 (Derivativo)
- Doom The Dark Ages – 8 (Troppo poco Doom)
- Assassin’s Creed Shadows – 7,5 (discreto tentativo)
- Borderlands 4 – 6 (C’era bisogno?)
Difficilmente vedremo sul carrello dei papabili al GOTY, titoli Nintendo come Pokèmon Legends Z-A (già bollato da tanti, se non moltissimi, come gioco spazzatura, scottati dalle esperienze “tecniche” dei precedenti capitoli, ovvero Violetto/Arceus/Scarlatto), e probabilmente nemmeno Metroid Prime 4 Beyond (anche qui vista la moto e parte del mondo esterno e subito bollato come “gioco di merda” dal pubblico) e Kirby Air Riders (la “copia” pezzottara di Mario Kart per alcuni, solo perchè percepito come un racing, peccato sia più vicino ad uno Smash Bros, ma vabbè), che comunque sulla carta rimangono delle uscite notevolissime per chi ha acquistato Nintendo Switch 2, affiancate magari a Hyrule Warriors: l’era della calamità, il musou basato sulle vicende “passate” di Zelda in Tears of the Kingdom, con un approfondimento notevole sulla trama/lore del mondo di gioco e delle origini della serie. Tutto ciò, aspettando il nuovo anno, che vedrà l’arrivo quasi immediato del nuovo Mario Tennis, affiancato da il nuovo platform game della serie di Yoshi, farcito da altri titoli in uscita come Tomodachi Life, Resident Evil Requiem, Rhythm Paradise, Fire Emblem: Fortune’s Weave, Monster Hunter Stories 3 e tanto altro.
Questo per chi tende a dimenticare le uscite imminenti di Nintendo Switch 2, presentate e non nello scorso Direct (sempre parlando di soggettività/oggettività), che sono notevolmente superiori (sia per numero che per importanza) a quelle della concorrenza (basti pensare anche solo agli ultimi tre-quattro State of Play di Sony per dirne una, sempre mancanti di nuovi giochi e/o esclusivi per la piattaforma).
Quindi oggettività e soggettività si mischiano di continuo, confondendo l’una con l’altra (in questo specifico periodo per fanboysimo Hollowiano mi azzarderei ad affermare), e ciò si ripercuote anche sull’aspetto del game design, nel nostro caso di Hollow Knight (i dev conoscono fin troppo bene a chi stanno vendendo il gioco), che risulta essere tediosissimo nel suo avanzamento (e la scusa del “è, nel primo col cartografo era più difficile trovarlo e far apparire le mappe”, è un po na scusa del cazzo vorrei dire, visto che trovare chi te le vende senza mappa è letteralmente un terno al lotto). Unendo questo anche all’ottenimento delle panchine (unico punto di save e ripristino del gioco), messe ad una distanza elevatissima l’una dalle altra, senza la possibilità effettiva (perlomeno nell’atto 2), di teleportarsi tra le stesse, lasciando il compito ad un “amico fidato”, intento si a teleportarci, ma al conveniente costo di 80-90 grani a botta per sbloccare sia panchina che lui (sempre se non li avete persi morendo come coglioni per due volte, tra 10 nemici e l’altri in una singola stanza, specie ad inizio gioco).
Silksong (così come il primo Hollow Knight), soffrono tantissimo di questo aspetto, che penalizza la voglia effettiva di esplorazione del giocatore, intento spesso a morire (alle volte per colpa sua, ma spesso per colpa del gioco che vuole farti morire di sua totale sponte), oltre al districarsi nei meandri di trappole e mostri (alcune volte con persino mimic di panchine, in un punti in cui non se ne trovano minimamente, una scelta incredibile di game design direi). Frustrazione su frustrazione (perchè Team Cherry a quanto pare ama particolarmente il suo pubblico, quasi come From Software ama il suo probabilmente), che ha portato tanti a quittare ed abbandonare il gioco (molti di questi definitivamente, altri aspettando patch correttive), alcuni persino tra nelle primissime fasi, per scelte al di poco incomprensibili di output di danni (early game specialmente), e per il modo in cui il giocatore viene infastidito nelle zone, spammando nemici a manetta, in zone via via sempre più piccole e piene di cunicoli, veramente incommentabile. Ciò non toglie che soggettivamente si può affermare di quanta grazia e stile abbia Silksong e la sua protagonista, Hornet, uno dei motivi che mi ha portato ad incuriosirmi nel voler giocare il titolo, terminarlo e completarlo, nonostante i vari difetti e limiti che Silksong è riuscito a tirar fuori, alle volte in maniera particolarmente evidenti, ma che allo stesso tempo con la storia, le cutscene e il mondo, riesce comunque ad immergerti e farti continuare.
Personalmente non mi ritengo minimamente un “giornalista videoludico”, ne tantomeno ne sento, nemmeno ne ho mai sentivo davvero il bisogno (visto specialmente certa parte di “esperti” di questa categoria, spesso davvero troppo arroganti e saccenti). Il mio è sempre stato un sito/blog di opinioni totalmente personali (lo è tuttora, anche in questo momento, nulla è cambiato, o meglio si è evoluto), su novità sul mondo Nintendo, legato a stretto giro con il nostro canale Youtube, e quindi di conseguenza un riflesso puro della creazione di video e i videogame.
Ciò non toglie però che io videogiochi da quando ho 3-4 anni, passione nata dai tempi del Super Nintendo con il leggendario Super Mario World, oltre alla classica raccolta di Super Mario All Stars (i miei primissimi passi in questo mondo), e un minimo di esperienza in questo ambito, credo davvero di averla raggiunta (perlomeno di conoscenza del settore, specialmente per quanto riguarda il mondo della casa di Kyoto), senza però mai smettere di imparare a scoprire qualcosa di nuovo di questo mondo, anche in questo periodo storico così delicato. La supremazia nel settore videoludico (lato critica/web), è una roba che non mi è mai francamente troppo interessata (avendo avuto anche esperienze, sebbene di pochissimo tempo in redazioni), e vedersi scannare di continuo creators e siti nostrani (sebbene con frecciatine e nulla più), fa sempre un certo effetto (cringe da un lato, seppur comprensibile dall’altro, visto l’idea di cannibaliżżarsi a vicenda di continuo, screditando la controparte “nuova”, con lo scopo di rimanere a galla ed essere ancora rilevanti sul web, cosa sempre più difficile da riuscire a fare).
E’ una roba che avviene di continuo, e l’abbiamo visto migliaia di volte nella nostra storia “umana”, specie con l’avanzare dei media e della tecnologia. Se conoscete un pò di storia infatti, saprete benissimo che con l’avanzare nel 900 e con la fine di entrambi i conflitti bellici mondiali (post 1945, sperando di non bissarli nuovamente in questo fantastico momento storico di tensione), si riuscivano ad intravedere i primi sistemi di intrattenimento visivo (TV e radio), e anche li ci furono aspre critiche da parte del “media precedente”, ovvero cinema e stampa, attaccandoli con la solita retorica del “si stava meglio prima, signora mia, ai miei tempi”. Stessa cosa che si è ripetuta più recentemente con la stessa TV, messa da parte da tantissimi under 40 attorno attorno ai primi del 2000-2010, sempre più a favore di un web social e dei nuovi mezzi di comunicazione ed intrattenimento, ovvero smartphone, ma soprattutto piattaforme video come Youtube, Twitch, Tiktok, Prime Video, Netflix e così via. La paura di diventare irrilevanti è uno dei primi sintomi del fatto che si sta invecchiando, e con l’avanzare dell’età (che non è una colpa ne una condanna sia chiaro), si ha spesso la paura di venir messi da parte dal “nuovo che avanza”, è una cosa che prima o poi tutti quanti dobbiamo averci a che fare, perchè parte del ciclo della vita e della morte.
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