[EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO] Rayman Legends Retold, il “terribile ricatto” dei remake per tastare l’interesse del pubblico

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In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo sul recente annuncio di Rayman Legends Retold, e dei remake in generale.



Accontentare il pubblico videoludico (così come quello legato ad altri ambienti, come film, telefilm, manga ed anime), non è affatto cosa facile, specialmente in un periodo storico come questo. Non è la prima volta (probabilmente non sarà nemmeno l’ultima visto l’andazzo), che mi ritrovo a fare il solito discorso “boomer”, sull’utilizzo bulimico ed estremamente tossico di contenuti online (sempre meno curati e brevi), sta danneggiando ogni tipologia di mercato, e i videogiochi non sono sfortunatamente un’eccezione. Ci ritroviamo ad avere un rapporto “tossico” coi contenuti, così come con chi ce li mette a disposizione, che siano i creators online (nel caso di social come Youtube, Twitch, Instagram o Tik Tok), che siano aziende più o meno multimilionarie, o addirittura team di sviluppo, che spesso hanno molta meno voce in capitolo su determinate tipi di scelte.

Non si ha più la pazienza di aspettare nulla, ma allo stesso tempo, quello che aspettiamo diventa inesorabilmente vecchio, appena ce li ritroviamo tra le mani (se non addirittura prima, grazie all’abbondare delle informazioni e leak usciti pre-lancio, spesso malvoluti dagli stessi proprietari delle IP dei giochi). Molti cercano di giustificare chi fa notare questo tipo di atteggiamento, muovendo obiezioni (ne ho visti tantissimi su social come X e Youtube personalmente) del tipo, “è ma anche in passato c’erano i leak”, anche in passato “c’era l’hype e il tossiccismo online”. Beh la risposta è un Ni (tendente pericolosamente al No), almeno per quanto mi riguarda.



Lo sviluppo e il passare del tempo nel quale l’ambiente web è nato, ha mosso i primi passi e si è evoluto, è infatti stato di pari passo all’industria dei videogame, anch’essa ha infatti compiuto passi da gigante (in termini principalmente di numeri di copie vendute, nuovi videogiocatori ed interesse), tanto da diventare uno dei media più prolifici della storia umana, Pokemon docet come dicevano i latini. Non sempre però (quasi mai in realtà), l’aumentare delle persone interessate ad un determinato tipo di argomento (avviene anche nei manga ed anime famosi, One Piece parlo con te), porta sempre quel prodotto a migliorarsi e non peggiorare, ma soprattutto, a non evolversi in un circolo di appassionati al limite dei serial killer ossessionati dalle proprie vittime. Immaginate questa cosa, ripetuta più e più volte, non per un gioco, ma per l’intero sistema videoludico (Tripla A, doppia e persino alle volte giochi indipendenti), ed otterrete probabilmente l’attuale stato cancerogeno videoludico, legato al web ed ai social nel 2026.

L’ultimo caso (così come da titolo), che ha permesso oggi questo ennesimo “rant”, nei confronti della specie umana (meglio i cani e i gatti come dico spesso), riguarda uno degli ultimi annunci “in primo piano”, riguardante il remake di Rayman Legends, denominato come “Rayman Legends Retold”, rivelato durante l’ultimo State of Play di Sony. Le polemiche al solito non sono mancate (legate anche allo stantio atteggiamento di Sony, di non cercare nuovi modi di uscire dalla fanghiglia degli ultimi due-tre anni), ma soprattutto verso Ubisoft, rea di aver tentato di riportare in auge, una mascotte morta, che tanti vorrebbero rivedere in azione. Per riassumere in breve, se non sapete chi è Rayman, beh, è decisamente probabile che voi siate nati subito dopo il 2005-2006, in un periodo di declino ineluttabile per la serie (che ha visto crollare anche altre mascotte platform come Sonic, Spyro e Crash Bandicoot), che ha visto una flebile luce, con capitoli leggendari, come Rayman Origins (2011) e Rayman Legends (2013), entrambi approdati anche sulle console Nintendo dell’epoca (Wii, 3DS e Wii U), pronti tutti e due a ritornare (uno con una remastered, l’altro più recente con un remake) su Nintendo Switch 2, verso la fine del 2026.

All’annuncio del remake di Rayman Legends (la remastered di Origins, è stata totalmente ignorata, ed ancora oggi, tanti nemmeno sanno che esiste lol), il pubblico si è letteralmente spaccato a metà, tra chi ha apprezzato molto il ritorno della creatura di Michel Ancel, e chi l’ha vista solo con una mera mossa commerciale, persino parlando di “ricatto videoludico”, per attirare utenza storica, ad acquistare nuovamente un gioco già preso in passato (mai successo è, una roba mai vista lol), per incentivarne un nuovo capitolo.

Al solito sui social è prevalsa la metà più rumorosa e tossica (e stronza se posso permettermi al solito), quella che di pancia (e poco cervello, decisamente), non capisce in alcun modo le dinamiche del mondo videoludico moderno (e sfortunatamente, non solo solo zoomerini). Molti di questi “gonzi”, non riescono a comprendere che il mercato dei videogiochi funziona per interessi economici e di sostenibilità aziendale, e ragazzi mettetevelo bene in testa, varrà questo discorso anche per il remake di Star Fox (con una Nintendo con delle spalle iperparatissime rispetto a Ubisoft, quindi figurati voi). I videogiochi sono passione certamente (esistono e sono nati anche per questo), e sono sempre il primo ad affermarlo ed apprezzarne l’arte che c’è dietro, ma sono anche business, una delle due cose non deve MAI escludere l’altra (purtroppo), ed è inutile mettersi i paraocchi e far finta che non sia così.

O si accetta che i videogiochi sono diventati un media “adulto” (rispetto al periodo più “chill” degli anni 80-90), e quindi di interesse anche economico notevole ed allargato ad un pubblico di massa, o si cadrà sempre nell’errore di mettersi dalla parte sbagliata della storia, ovvero quella di incazzarsi e inorridirsi su un social, su cose ovvie e scontate, mostrando il fianco, e facendosi prendere per il culo, da chi si informa e tenta di non di reagire a qualsiasi cosa, alzando i forconi in aria con la brace pronta per le streghe come nel Medioevo.

Terminando il discorso e tornando al focus principale, ritengo sia totalmente inutile piangere perchè volete il nuovo Rayman, Star Fox, F-Zero, Earthbound, Metroid, Another Code, Layton, Ace Attorney e compagnia, se poi non dimostrate coi fatti concreti il vostro interesse, verso una determinata serie (specialmente se caduta nell’oblio), anche nel momento in cui, chi è in alto (ovvero i capoccia dei publisher), decidano di puntare un cavallo sicuro (ovvero un remake 3D di un giocone come Rayman Legends), per tastare il terreno e capire se il pubblico attende davvero un nuovo capitolo, o è al solito, tutta fuffa del web.



Aggiungo infine, che ci son stati casi recenti, basti pensare ad esempio ad Another Code Recollection. che ha avuto un’accoglienza veramente “fredda” (seppur tanti appassionati dell’epoca dei due capitoli DS e Wii li hanno rigiocati), da parte del pubblico, pur essendo ritenuti tra le “avventure grafiche moderne”, migliori del periodo Wii e DS, al pari di Ace Attorney, Layton ed Hotel Dusk. Tra l’altro nessuno mi toglierà dalla testa, che le vendite di Another Code su Switch, abbiano condizionato e/o deciso in qualche modo (ai piani alti di Nintendo, che ricordiamolo non era il proprietario originale dell’IP, ma lo era la defunta CING), di ripensare o rinunciare ad un trattamento molto simile per Hotel Dusk e Last Window (anch’essi di CING, seppur solo su Nintendo DS), ovvero una raccolta dei due capitoli su Nintendo Switch.

Allo stesso tempo però, c’è da dire che ci son stati anche casi negativi, opposti ai sopraindicati (e li in parte fanno anche male), ovvero Tombi e Tombi 2, usciti letteralmente come su PS1, ma sulle console attuali (se non con qualche piccola miglioria, come i save state, concept art e filmati inediti, opening ed interviste agli autori originali), senza avere un vero e proprio scopo di vederne un nuovo capitolo, magari un Tombi 3, ma solamente con l’unico intento di cercare di spremere i nostalgici di quel periodo. Per questo l’equilibrio deve essere l’unica via possibile in questi casi, demonizzare tutto (così come esaltare tutto per via dell’hype e la FOMO tossica), è la scelta più sbagliata che si può pensare di fare.

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