[EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO] Nintendo Switch 2: leak, fughe di notizie tossiche e l’insensata FOMO che sta devastando il gaming

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In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo sul recente momento legato a fughe e leak indesiderati su Nintendo Switch 2.



E’ terribilmente vero che la FOMO verso determinati tipi di prodotti (acronimo per chi non lo sapesse di Fear Of Missing Out, che in italiano si traduce come la “paura di restare esclusi” o di perdersi qualcosa), è sempre esistita nel “mondo occidentale globalizzato” (basti pensare ad esempio agli inizi 2000 con il lancio d’assalto nei negozi per i primi iPhone), ma si è arrivati ad un punto quasi di non ritorno.

Quasi tutte le aziende galleggiano ormai a vista (vuoi probabilmente anche per ciò che succede nel mondo fuori dalla bolla gaming, ma non è questa la sede per parlarne), con una Nintendo ormai, tra le poche isole felici di questo settore, assieme a Capcom (se ne contano veramente poche, specie dopo il crollo di Ubisoft), vuoi anche per aver lavorato estremamente bene con Switch 1, dopo i disagi del compianto Wii U (non ricorrendo lei stessa dinamiche tossiche del cazzolunghismo tecnico e grafico ad ogni costo del nostro periodo storico, tipico del mondo PC, ignorando letteralmente tutto il resto). Non solo le aziende però sono in crisi, ma anche lo stesso mondo del gaming in generale, sta attraversando una crisi creativa e produttiva (che se me lo avessero detto al mondo del COVID-19, probabilmente avrei riso pesantemente dietro a chi l’avesse pronosticata all’epoca), che viene alimentata in buonissima parte “da addetti ai lavori”, ma anche dalla stessa utenza che ne usufruisce.

La voglia sempre più netta di sapere ogni singolo dettaglio di un gioco prima di acquistarlo (rovinandosi così in buonissima parte l’esperienza stessa dietro la creazione dell’opera), sta danneggiando fortemente il settore, devastato anche dalle solite fughe di leak ed informazioni “precoci”, sull’arrivo di nuovi giochi, rispetto a quanto previsto dall’azienda che li sta sviluppando e producendo. Non ultimo (ma si cronologicamente) il caso riguardante le fughe di notizie, che vedrebbero l’arrivo nel 2026 di un remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time (probabilmente per il 40° anniversario della serie) e un nuovo capitolo del franchise di Star Fox (probabile per cavalcare l’onda e la presenza di Fox Mcloud nel nuovo film di Super Mario Galaxy, in uscita in queste ore). Nintendo sembrerebbe essere estremamente furiosa con Nate the Hate (o comunque chiunque abbia un atteggiamento del genere), fautore spesso di questo tipo di uscite sul web, nello specifico su X e Youtube (azzeccate o meno che siano), che giustamente dal loro (E DAL NOSTRO, così come dovrebbe essere) rovinano ciò che i Nintendo Direct e gli annunci generici della casa nipponica son sempre stati e la loro ragione di esistere. Ciò che viene imbarazzantemente calpestata con questo tipo di azioni, è quella sensazione pure e naturale, nel venir sorpresi con un annuncio inatteso (il celebre ormai “questo è l’ultimo annuncio di oggi del Direct”, che ne segue un gioco estremamente atteso o inatteso, che fa da chiusura trionfante alla presentazione), o perlomeno questo è quello che una potenziale utenza appassionata e perchè no, fidelizzata dovrebbe fare e ricercare, ma spesso risulta colpevole lei stessa di alimentare questo sistema di leak malato, in quanto ne ricerca sempre e sempre di più.

Ormai ho la sensazione che non ci si riesca più a godere il momento, ogni gioco che esce sembra vecchio già prima di uscire (alle volte anche settimane prima, anche grazie a spoiler e leak sulla trama, se single player e se è presente), ed una volta rilasciato davvero, si pensa già (alle volte ben prima che lo sia), a quello successivo, se non addirittura ai prossimi cinque, che magari nemmeno ancora esistono. Sto giochino terribilmente malato, purtroppo non è nemmeno una questione di età e maturità ormai (sebbene onestamente raggiunti i trenta, io sia riuscito abbastanza a superare questa “malattia” da fomo compulsiva, che tormentava anche me da adolescente ad inizi 2000), ma ora sembra colpire (anche grazie e con colpa di roba superficiale e terribilmente banale come Tiktok), ogni fascia d’età, e di conseguenza ogni tipologia di giocatore. So che è il solito discorso del “Tik Tok ha distrutto l’attenzione delle persone”, ma è effettivamente il problema principale, anche nella fruizione videoludica attuale.

L’esempio perfetto di ciò è sicuramente Nintendo Switch 2, che come console, è stata “danneggiata” da questo tipo di atteggiamento, da parte di creators su youtube (nostrani e non c’è da dirlo, come citato poco sopra), ma anche da buona parte della stampa, che tende spesso a ribadire la solita tiritera del “è ma dopo Bananza e Mario Kart, non c’è un cazzo da giocare”, ignorando palesemente coi paraocchi, tutto quello che c’è stato di mezzo tra agosto 2025 e marzo 2026. La fomo infatti non danneggia solo i giochi che la subiscono, ma anche gli altri. Infatti se l’attenzione totale o quasi, viene incentrata su di essi (ai tempi lo fu per Donkey Kong e Mario Kart ed in parte Pokèmon Z-A), non ne rimane più per altre tipi di produzioni uscite sulla stessa piattaforma (medie, grandi o piccole che siano), generando un meccanismo perverso del “è ma tanto non esiste altro oltre quello che abbiamo davanti gli occhi”, ignorando potenziali bei giochi che potrebbero piacere e di conseguenza avere un successo meritato.

Io vorrei ricordare ai buon signori che affermano ciò, che n’è uscita di roba nel primo anno di Switch 2 (spesso esclusiva), ed anche parecchia. Possiamo citare tranquillamente Drag x Drive (progetto ignoratissimo e originale coi mouse Switch 2, in un basket 3vs.2 con un buon potenziale, ma completamente bistrattato dall’utenza), e perchè no quel gioiellino di Hyrule Warriors: Age of Imprisonment (probabilmente uno dei musou migliori mai usciti dopo l’Hyrule Warriors OG su Wii U), ma anche Kirby Air Riders (tutt’ora giocato da una nicchia affezionata al gradevole multiplayer di City Trial). Pokèmon Legends Z-A (Preso per il culo per le finestre e i cornicioni spalmati, ma che si è rivelato un’ottimo “sequel” per la serie dei Legends, tolte le macchinosità del DLC), fino a Metroid Prime 4: Beyond (ottimo gioco ma anch’esso criticato per le musiche mancanti sbloccate dagli amiibo, per poi scoprire che si potevano sbloccare comunque, ed al solito l’amiibo ti dava l’accesso prima, come succede da 15 anni con ogni statuina amiibo, ma vabbè sorvoliamo). Non parlando poi di Mario Tennis Fever (ottima iterazione per la serie sportiva di Mario, che va ad aggiungere al classico multiplayer online, una buona Modalità Storia, ne lunga ne troppo corta, con la giusta durata, ed un gran numero di sbloccabili, tra personaggi, scenari e racchette) ed ultimo ma non ultimo, Pokémon Pokopia (un gioco adorabile, seppur coi suoi difettucci, legati principalmente a determinate missioni e raccolta compulsiva di materiali, uscito completamente dal nulla, che ha accompagnato ed ingolosito tantissimi appassionati di Pokèmon nella la prima metà di marzo, attraverso zone di farming Pokemon e la scoperta di una Kanto post-apocalittica, inedita per la serie).

La lista è veramente bella lunga (considerando specialmente le esclusive e i giochi in generale che vengono e sono stati pubblicati tra il 2025 e l’inizio del 2026), avendo ignorato volutamente l’uscita imminente del nuovo Tomodachi Life (che sembra realmente una mina pronta ad esplodere, come lo era l’originale su 3DS) ma soprattutto Yoshi and the Mysterious Book (atteso dagli amanti dei platform di Mario). Tutto ciò non tenendo comunque di conto delle Nintendo Switch 2 Edition di Animal Crossing: New Horizons (nel mese di gennaio), ma soprattutto quella di Super Mario Bros. Wonder, che aggiungono ulteriore contenuto al pacchetto offerto (non che ci volesse molto a fare due ricerchine prima di dire “Switch 2 non ha giochi dal lancio“, prima di fare video o podcast), ma si sa nell’era dei social tossica di tiktok, è difficile informarsi senza scrollare ogni due-tre secondi come macachi in calore.

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