[EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO] L’estremo baratro raggiunto dai multiplayer di squadra e i MOBA

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In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo sul baratro raggiunto dai multiplayer di squadra e i MOBA.



Nonostante gli ormai vent’anni di un gioco tossico (ma estremamente prevedibile, leggibile e ormai conosciuto anche dai sassi) come League of Legends, la situazione “concurrent” dei MOBA, rimane infatti incredibilmente disastrosa, da qualsiasi parte ti giri. Dopo infatti aver distrutto e demolito un’idea anche abbastanza simpatica (perlomeno nei primi mesi prima di sfanculare tutto al solito con patch e cazzate varie) di Pokèmon Unite, anche un altro forte brand che si è buttato nel genere MOBA, sta commettendo gli stessi identici errori del sopraindicato, sprofondando letteralmente nel baratro.

Parliamo ovviamente di Dragon Ball: Gekishin Squadra, arrivato nelle scorse settimane alla Stagione 3, ed attualmente la peggiore in assoluto dal lancio di fine anno scorso. E no non si tratta solamente di un mero problema di bilanciamento o introduzione di nuovi personaggi a pagamento inizialmente rotti e/o sbilanciati (per poi essere nerfati una volta passato tot tempo di vendita), sebbene la presenza di nuovi pick estremamente broken come Vegito e Broly. Esattamente come successo con Dragon Ball: the Breakers infatti (poi giustamente di conseguenza ormai mezzo morto), anche Gekishin Squadra sta soffrendo terribilmente il momentum terrificante che unisce questo genere di giochi di squadra (accessibile a chiunque come Free to Play), ad una mancata voglia di imparare dinamiche da parte dei novizi (che tendono a trattare il gioco come il solito picchiaduro alla Tenkaichi, spammando e cercando fight senza alcun minimo di senso), ad un matchmaking terribilmente ignobile.

Con le ultime due patch (che hanno introdotto appunto la nuova Season 3), sembra infatti che la forbice tra chi ha un minimo di capacità mentale, mani e gamesense, si sia totalmente allargata a dismisura, mettendo di fronte al muso, un matchmaking palesemente non funzionante (anche grazie all’idea geniale di declassare a fine rank gente in A-B fino ai rank più bassi), mettendo giocatori con abilità e conoscenza delle mappe, personaggi e meccaniche di gioco, estremamente differenti (alle volte in maniera terribilmente evidente, viste le partite terminate dopo 3-4 minuti per surrender forzato), creando solamente un’estrema frustrazione a chi voglia rankare e giocare il titolo in maniera “seria”.



L’ultima patch poi ha aggiunto un carico da undici devastante (parliamo di quella di “mid season” che ha aggiunto Bardack nel gioco), penalizzando enormemente chi rimane AFK (anche quelli che stremati da una partita ormai persa, non riuscendo ad uscire per compagni idioti che non surrendano) e chi quitta, per le stesse ragioni. I devs dietro il gioco (così come successo ai tempi con Unite, che tutt’ora con gli ultimi cambiamenti al Draft, è odiatissimo dalla community e sta venendo in buona parte boicottato), non hanno compreso, come si dovrebbe trattare seriamente un multiplayer di squadra, basando i bilanciamenti, le patch e il matchmaking, a favore della “fascia bassa” di player (cosa che porta un buon 80/90% dei giochi del genere a morire poco dopo), con lo scopo di avvicinare nuovi gonzi al gioco, sfruttando terribilmente il fascino del franchise di Dragon Ball, specialmente con l’introduzione di personaggi molto amati come Broly, Vegito, Bardack, Gohan Supremo, Kefla e cosi via.


Come dissi anche per Dead by Daylight (lo dico tutt’ora, specie dopo il recente rilascio del secondo capitolo di Stranger Things), la cosa più importante che dovrebbe interessare chi ha in mano un gioco multiplayer potenzialmente di successo (specialmente se a squadre e MOBA), è la quality of life e onorare e glorificare l’esperienza del giocatore assiduo, che è quello che più sarà presente e ci terrà al gioco, tenendolo vivo anche per il fattore “competitivo”. Il rilascio di nuove skin, personaggi e capitoli “stilosi”, per attirare nuova utenza (che poi durerà nel gioco quanto un normodotato a letto con una pornostar ninfomane, o una scoreggia in una sala ospedaliera arieggiata), fa solamente danni (spesso mortali), specie se reiterato di continuo, ma soprattutto non assecondato da un matchmaking ideale.

L’unico gioco che è riuscito ad essere parzialmente immune dallo “schifo moderno dei player” (e mi dispiace dirlo, specie viste le penalità insane anche disconnessione involontaria di 20-30 minuti per volta), è Splatoon 3. Ragazzi belli, siamo passati ad un periodo in cui la gente perculava Nintendo perchè non sapeva gestire un multiplayer, ad un 2026, in cui, la casa nipponica rilascia (così come fece più di un anno fa con Mario Kart 8 Deluxe, ribaltandolo come un calzino), un update veramente corposo per Splatoon 3, che va ad aggiungere importanti novità, che colpiscono sia i giocatori casual che quelli competitivi.

Il gioco infatti ad oggi, può essere giocato visualizzando una “barra di vita e/o salute”, che apparirà una volta individuato il giocatore avversario (solamente se non è nascosto nell’inchiostro, contando anche abilità di spotting della posizione nemica), dando un’ulteriore profondità al gioco, unita ad unarilevazione dei colpi migliorata, oltre che un’informazione in più (a molti sgradita a quando sembra, ma ad altri no). Il tutto unito ad una sorta di “boost luminoso”, un glow che permette agli inkling/octoling di “potenziarsi”, in una sorta di aura gasing (citando streamer noti), denominata “Trance ittica”. Questa darà dei bonus anche abbastanza importanti, tra i quali un fiotto d’inchiostro che colorerà il terreno attorno al giocatore, all’ottenimento di Velocità +, Velocità nuoto +, Scarpe impermeabili e Intensificazione, che aumenteranno se verrà prolungata la Kill Streak di gruppo del proprio team.



Capite da voi, che questi cambiamenti, vanno in pieno contrasto con tutto quello che è oggi il mondo di multiplayer di squadra, in quanto vanno a premiare in primis, i player che si impegnano davvero nel giocar bene (cosa sempre più rara ed effimera nel mondo del gaming, visto che di media succede esattamente l’opposto, ovvero favorire i piangina scarsi coi nerf/buff), oltre ad avere un reale miglioramento di quality of life, ed un bilanciamento di gioco generale, che va finalmente a favorire, anche armi notoriamente più bistrattate dal meta di Splatoon 3, ovvero quelle ravvicinate, sempre schifate ed odiate, sia dai giocatori veterani, che da quelli competitivi e casuali.

Con ciò, la favoletta del “è giusto che tutti giochino con tutti” e quella del “bisogna aiutare i nuovi giocatori”, al “è se trovi gente in game devi carriarla se sono novizi”, è abbastanza finita (oltre che estremamente e terribilmente stucchevole), ed è una narrazione che personalmente, specie post 2020, mi ha semplicemente frantumato i coglioni. Ciò comporta infatti solamente frustrazione e tossicità assoluta, ed il dire “è ma che ci giochi a fare”, risulta solamente una patetica scusa da parte di chi non riconosce il vero cancro del problema (guardate dbd e LOL, che da questo punto di vista sono i capostipiti della tossicità nei loro generi), ovvero chi gestisce questi giochi, in maniera sempre più malsana e becera. La domanda che mi sono sempre fatto in sti casi è, ma sta gente gioca davvero ai titoli che sviluppa? Si rende effettivamente conto che esistono dei problemi gravi, che poi scaturiscono nella tossicità e nel bullismo online nei multiplayer? ma soprattutto, gli interessa veramente? O è solamente un modo per monetizzare facile nel breve-medio periodo da un brand “famoso”, per poi scappare coi soldi e far morire il gioco? (stile Texas e/o Friday the 13th e anche adesso con Stranger Things e Dead by Daylight).

Personalmente, nonostante tutti questi anni passati a cercare una risposta sensata, ancora non l’ho trovata, probabilmente nemmeno esiste davvero. Ciò che però ho realizzato, è che andando avanti così, tirando sempre più la corda (ovvero la pazienza dei giocatori che vogliono impegnarsi e divertirsi nel competere), alla fine non rimarrà più nessuno a provare questi multiplayer (anche quelli nuovi, e già sta succedendo), sapendo già di base, il terribile disastro al quale andranno incontro.

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