[EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO] Fire Emblem Heroes e Fire Emblem Shadows, e il passaggio di consegne mancato

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In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo sulle trasposizioni mobile di Fire Emblem Heroes e Fire Emblem Shadows.



Facciamo un piccolo cappello introduttivo, per chi non è troppo avvezzo al mercato mobile. Nintendo nell’ultimo decennio, si è buttata a capofitto (perlomeno inizialmente, attorno al 2015-2016) nel mondo dei giochi mobile da smartphone con DeNA., con applicazioni come Miitomo, Super Mario Run, Pokèmon GO ed ovviamente Fire Emblem Heroes.

Ciò si è verificato all’incirca nel periodo della prematura scomparsa di Satoru Iwata, con conseguente passaggio di consegne sul controllo della compagnia (perlomeno temporaneamente), verso Tatsumi KimishimaGenyo Takeda ed ovviamente Shigeru Miyamoto, a mettere una pezza ai vertici, in attesa dell’effettivo cambio al timone, con l’attuale presidente Shuntaro Furukawa.

Nintendo dunque non è più una “novellina” nel mondo mobile, infatti ha alle spalle circa 12-13 giochi/app mobile all’attivo (una roba totalmente impensabile, parlando con qualsiasi appassionato ed esperto della casa nipponica, anche solo una decina di anni fa), e le hanno permesso di raggiungere un pubblico diverso e “nuovo”, rispetto a quello che già possedeva.



L’esempio perfetto di questa mia ultima affermazione è lo stesso Pokèmon GO (ancora giocatissimo per altro, nonostante tanti pensino l’opposto), totalmente esploso nel suo primo anno di lancio (il 2016-2017), giocato praticamente da chiunque nel mondo avesse uno smartphone (alle volte anche due o tre assieme lol) in tasca, che siano bambini, giovani adulti, l’adulto in carriera o il pensionato di turno. Chiunque aveva in mano un Pokèmon da catturare in quel periodo storico (ed anche ora), e tutti avevano perfettamente in testa cosa fossero le creature tascabili create da Satoshi Tajiri (forse addirittura di più rispetto al primo boom del franchise a fine anni 90, anche grazie alle carte del TCG). L’obiettivo di Nintendo era stato raggiunto (lo è anche ora), ovvero quello di portare verso un pubblico più giovane (zoomer come si dice ora), i propri franchise storici, che fosse Mario, Animal Crossing, Pokèmon, Pikmin o Fire Emblem, non faceva alcuna differenza, l’importante era arrivarci, con prodotti più che dignitosi tra l’altro.

Non solo, l’errore che fanno in molti è il pensare che questo successo nel mercato mobile di Nintendo, sia dipeso da franchise forti come Pokèmon, Mario o Animal Crossing, ma è proprio qui l’errore. Tolto infatti Pokèmon GO (in calo per carità rispetto ai numeroni iniziali), molti dei franchise “più pop” di Nintendo non hanno spaccato il mercato, come si poteva inizialmente pensare.



Super Mario Run non è stato troppo lontano dall’essere definitivo un flop (a suo tempo fu criticato aspramente per la scelta di pagare il gioco e i livelli completi, invece di essere un free-to-play), ma anche Animal Crossing: Pocket Camp (anch’esso parecchio odiato dagli appassionati, per le iniziali meccaniche di microtransazioni sulle azioni di gioco, sempre perché Nintendo non ha mai voluto monetizzare, mica come ora con Switch 2, certo… e ricordare la storia è roba per pochi a quanto pare xD).

Non parliamo poi di Mario Kart Tour (che rimane comunque uno dei più giocati dopo Pokèmon GO), anch’esso completamente rivoluzionato da Nintendo riguardo le gemme shoppabili in-game, in quanto precedentemente le stesse permettevano una “slot” di randomicità (RNG) per sbloccare personaggi e parti di veicolo, sostituita poi dall’acquisto diretto in gemme nel negozio, senza sistemi fuorfianti “alla casinò di Las Vegas”, per intenderci. Insomma, i franchise più venduti su console come Mario ed Animal Crossing (togliendo Pokèmon), sembrerebbero non aver “attecchito” perfettamente ai giochi mobile (spesso usa e getta ma non sempre). Uno di questi però ha avuto uno dei suoi massimi splendori (inaspettatamente e non), ed è stato a livello puramente di gameplay ed apprezzamento da parte del pubblico, il più riuscito di tutti quelli pubblicati da Nintendo finora.

Stiamo parlando ovviamente del “main argomento” di questo articolo, ovvero Fire Emblem Heroes. La serie strategica di Nintendo infatti, seppur rinata ed accresciuta con lancio su Nintendo 3DS, con giochi vendutissimi come Fire Emblem Awakening e Fire Emblem Fates (quest’ultimo in due edizioni che univano le loro trame verso una terza aggiuntiva come DLC, in stile doppio gioco Pokèmon), riuscì a raggiungere ulteriore pubblico, attraverso un gameplay leggermente semplificato (perlomeno rispetto alle controparti console), ma estremamente appagante da giocare. Il tutto unito ad una serie di scelte, alcune criticate, come la solita meccanica dei “gatcha”, per sbloccare eroi ed eroine speciali nei vari pull ed eventi (alcuni tramite Season Pass), che però, rispetto ad altri giochi simili, non andavano troppo ad intaccare il gioco, in quanto buonissima parte dello stesso, veniva passato a giocare offline con la CPU.



La forza di Fire Emblem Heroes (e perché no anche delle versioni console), è sempre stata infatti quella del gioco “offline”, in controtendenza a quello che il mercato attuale e degli ultimi ci sta abituando a vedere (vedasi ad esempio il nuovo moba di Dragon Ball: Gekishin Squadra, una delle robe più tossiche dell’attuale periodo, tra AFK, ragequit e modi di giocare delle persone online, totalmente incompatibili con il gioco di squadra). Intendiamoci però, Heroes presenta delle modalità in cui si può “lottare” contro altri giocatori online (poche rispetto ad altri giochi mobile), ma pensate per essere giocate in una sorta di “gioco di scacchi”, in cui ognuno fa la propria mossa quando ha tempo di farlo (in perfetta sintonia del modo di giocare “mordi e fuggi” su mobile). Fire Emblem Heroes attualmente è uno dei titoli più giocati su mobile di Nintendo (totalmente al pari di Pokèmon Go). con all’attivo ben otto anni di vita (pubblicato il 2 febbraio 2017), e continui aggiornamenti, tra modalità, personaggi, mappe, meccaniche ed altro.

Quello che però risulta essere la parte più succosa (perlomeno dal mio punto di vista), è indubbiamente la trama e il world building. Intelligent Systems infatti non dimentica minimamente cosa Fire Emblem rappresenta per i suoi appassionati su console, anche su mobile, con una trama raccontata in vari capitoli (rilasciati piano piano del corso dell’anno corrente), attraverso dei Libri (attualmente siamo al nono), che illustra tutte le vicende del Regno di Askr (e non), raccontando la storia di Alfonse, Shareena e l’evocatore (il nostro avatar), quest’ultimo in grado di richiamare tramite un portale, tutti gli eroi della serie principale, nel mondo di Fire Emblem Heroes. Ogni libro metterà sempre di più alla prova, l’arguzia, la forza e la determinazione dei giovani e futuri regnanti di Askr, contro nemici sempre più pericolosi, fino ad arrivare ad affrontare Dei e Dee ritenuti immortali, spesso dall’apparenza inarrivabili ed imbattibili, ma che alla fine, con l’aiuto di “qualcuno”, riescono a divenire per così dire “mortali” (non entrando troppo negli spoiler del gioco), per poi venire sconfitti, e riportare la pace (perlomeno temporaneamente) nel mondo di gioco. Insomma, parliamo di un gioco per cosi dire “anomalo” per il mercato mobile, uno strategico con una trama “seria” (perlomeno per essere un gioco mobile), ma che allo stesso tempo presenta aspetti e contenuti “sbrilluccicosi”, in grado di attirare nuovi giocatori, verso la serie principale.



Arriva poi il 2025, e completamente a caso, in un giorno tranquillo ed inaspettato (il 25 settembre 2025), Nintendo rilascia un nuovo gioco mobile (l’ultimo attualmente pubblicato dalla casa di Kyoto), che ribalta ancora un volta, come un calzino il franchise. Fire Emblem Shadows, un social deduction game (alla Among Us per intenderci), che unisce il mondo strategico del brand, a quello “più giovane” ed “in trend” del sopraindicato. Il gioco infatti permetterà di giocare con altri player online, con l’obiettivo principale di individuare “l’impostore oscuro”, che sarà scelto randomicamente dal gioco tra i tre eroi della partita, che verrà rivelato solamente dal “secondo turno” di gioco, dopo una votazione da parte di tutti quanti i player (esattamente come su Among Us et similia), con penalità e bonus (durante i turni successivi), se si indovinerà o sbaglierà ad individuare l’impostore. L’idea di base, non è affatto male (anzi è estremamente interessante, specie per un gioco “mordi e fuggi” mobile), il problema però rimane “l’esecuzione”, almeno dal mio punto di vista. Non mi attacco minimamente allo stile grafico (come hanno fatto tanti negli ultimi giorni), personalmente a me non dispiace, ma quello che mi infastidisce di più del gioco, è l’HUD confusionario (20 icone a schermo, spiegate malissimamente nel tutorial iniziale), uno stallo iniziale abbastanza cringe (utile a non farsi beccare se si è “SUS”, sempre a mio avviso) e l’auto-battle, che in parte rovina l’esperienza (sebbene sia stato pensato volutamente). Un’occasione secondo me persa (salvo ripeto, dei cambi, scelte ed aggiornamenti futuri), che va secondo me a mancare l’obiettivo del “passaggio di consegne”, che abbiamo citato nel titolo.

Secondo me infatti, difficilmente un giocatore di Fire Emblem Heroes, deciderà di cambiare il proprio “main game”, a favore di Shadows (io stesso non lo farò, seppur ci giocherò comunque ogni tanto), vuoi semplicemente per “affetto” e perché no ragazzi, anche perché ci si è speso molto tempo sopra (accumulando ore, eroi ed appassionandosi alla trama).

Al contrario però, se l’obiettivo di Nintendo fosse veramente quello di avvicinare ulteriore pubblico al franchise (occhiando varie recensioni sugli store di Apple e Google sembrerebbe che abbiano fatto la scelta giusta per loro), potrebbe essere una mossa veramente molto azzeccata, ma no il passaggio di consegne non avverrà minimamente, Fire Emblem Heroes e Shadow convivranno assieme sul mercato mobile, giocati da un pubblico probabilmente molto diverso ed eterogeno, ed il che alla fine, potrebbe non essere la scelta più sbagliata del mondo (sempre a mio avviso per carità), in vista anche dell’arrivo di Fire Emblem: Fortune’s Weave su Nintendo Switch 2, nel corso del 2026.

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