Pokèmon Rosso, Verde e Blu originariamente non erano pensati per le battaglie multiplayer

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Qualche ora fa sono emerse delle interessanti informazioni in merito allo sviluppo e l’origine del multiplayer, all’interno della prima generazione Pokèmon.

Ricordiamo infatti che Pokemon Rosso e Verde hanno debuttato originariamente in Giappone nel febbraio 1996, con il rilascio di Pokemon Blu solamente qualche mese dopo. Al contrario dell’occidente, che vide Pokemon Blu e Rosso come titoli di debutto della serie su Game Boy nel 1999, seguiti poi dal celebre Pokèmon Giallo, rilasciato da Nintendo il 16 giugno del 2000.



Secondo il producer e game designer della serie Pokemon, Shigeki Morimoto, i capitoli originari della serie (ovvero Pokèmon Rosso e Verde nel Sol Levante) hanno quasi rischiato di non avere le battaglie multiplayer per come le conosciamo almeno. L’informazione proviene da un libro giapponese dedicato al Pokedex del 1996, che è stato recentemente tradotto da Did You Know Gaming.

All’interno dello stesso, il buon Morimoto affermò inizialmente che le battaglie multiplayer “fossero una gran seccatura da programmare“, aggiunto al fatto che la stessa Game Freak stava finendo il tempo concessole da Nintendo, la stessa che quasi impose l’inclusione della feature nei due giochi.


“President Tajiri had wanted us to implement battling for a while, but I personally didn’t find the idea very interesting, and just thought it would be a pain to program. It looked like we’d run out of time and would have to scrap the battling feature, but Nintendo made it clear they wanted battles in the game, so we had to make it happen.

So I just thought, ‘well no choice then, it has to be done,’ and the early battles were something you just watched. You would just see there was a battle and who won and who lost. We showed that to Nintendo and the surveys we got back called it ‘boring.’ I guess they were right, but we were cutting it close to the deadline trying to add in battles that the player commands. Ultimately, it’s what everyone wanted, so we got it to work with the Link Cable and made it a reality.”



Anche dopo le richieste della Casa di Kyoto, le battaglie in multiplayer furono pianificate per essere molto semplici, in quanto sarebbero state qualcosa che i giocatori avrebbero osservato quasi passivamente (con una schermata che mostrava al giocatore chi aveva vinto e perso), piuttosto che giocate attivamente, scegliendo attacchi, strategie e Pokèmon da utilizzare nella lotta.

Con il feedback fornito durante lo sviluppo però, l’idea si è rivelata decisamente “noiosa”, ed alla fine Game Freak ha fatto in modo di introdurre le battaglie per come le conosciamo oggi, tramite però l’utilizzo del classicissimo Game Boy Link Cable, utilizzato nella prima generazione per scambiare e lottare con gli amici, collegandolo a due Game Boy (allora non esisteva ancora ne la Wi-Fi Connection, ne tantomeno Internet per come lo conosciamo oggi).


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