[EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO] Pokémon Legends: Z-A, il reale problema del franchise, la community tossica ed il competitivo malsano

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In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo, come già predetto, su Pokémon Legends: Z-A e la serie in generale.



Partiamo dal presupposto principale (e principe della questione) che mi ha poi portato a voler creare questo “articolo e/o sfogo videoludico” sul mondo Pokèmon, ovvero, quasi nessuno attualmente (perlomeno post Covid-19 in poi), è stato in grado in Italia (personalmente all’estero c’è molto più equilibrio), di parlare di Pokèmon in maniera sana, corretta, costruttiva (non distruttiva) e non accecata da rabbia, delusione e/o rancori verso chiunque o chicchessia.

Parlando di creator, streamer et similia infatti, si gioca molto negli ultimi cinque anni, a chi sparla peggio del mondo Pokèmon (e perchè no, anche Nintendo alle volte), con contenuti brevi, lunghi o medio lunghi (ci infilo anche gli shorts), persino chi con questo non ha mai avuto nulla a che spartire, alcuni di essi, persino ostili al genere o alle serie della grande N, ma allo stesso tempo del libero pensiero del: “è chi siamo noi per non prenderci quella fetta di torta d’ostilità da parte del pubblico”, per farla nostra, solo per acquisire views, monetizzazione, watchtime e favoreggiamento dell’algoritmo su un video/live. Tantissimi di questi poi giocano nel parlare di fattori di condizionamento e/o “sudditanza” (se non addirittura di peggio, spesso generalizzando), da parte di riviste e siti di settore, affermando di come le loro valutazioni, siano spesso condizionate da benefit, partecipazione ad eventi, ed/o ottenimento di anteprime legate al settore videoludico.

Gli stessi creator/streamer però, che hanno spesso delle valutazioni dei giochi davvero particolari ed uniche, alle volte al limite dell‘hipsterismo a ogni costo”, cercando approvazioni varie da parte del loro pubblico di riferimento (spesso in contrasto con la normalità delle cose), vedasi la questione decisamente populista dei prezzi di Nintendo Switch 2 (praticamente mezza Youtube e Twitch gaming Italia ha rotto il cazzo per quattro mesi, prima di rassegnarsi al mercato che affermava ben altro, ancora adesso), e perché no, anche adesso col giudizio finale decisamente denigratorio verso Pokèmon Z-A, condizionato da un pubblico che ricerca qualcuno che odi e sia ostile verso il mondo Pokèmon (lo si percepisce appieno regime nelle live di Twitch, dove gente chiede agli streamer del perché giochino a certa merda, ovvero Z-A), con probabilmente lo scopo di cercare approvazione, visualizzazioni ed attenzione.

Lo stesso pubblico, che ne capisce qualcosa, solo quando è accondiscendente verso chi ne sta parlando (tipico delle bolle tossiche del mondo del web attuale), e non quando: ” ne capisce na sega lui, perchè Pokèmon Z-A, piazza 5.8 milioni di copie vendute in nemmeno una settimana“, nell’ultimo caso, il pubblico è composto solamente da beoti, stronzi casual (a detta loro, peccato che tra questi c’è anche gente che gioca da una vita, che loro manco erano nati e/o concepiti) che “rovinano il mercato videoludico” (non di persone che cercano di divertirsi ed intrattenersi con un gioco che li sta divertendo nono, sia mai signora mia), “perchè siamo noi i veri eroi” (disse una celebre canzone/motivetto del web), mentre gli altri invece non capiscono una sega di videogiochi. Una situazione decisamente fumosa e in buonissima parte tossica, di cui sento (da creator, Youtuber e blogger da vent’anni a sta parte perlomeno), di non esserne minimamente parte, ne tantomeno di voler venirne coinvolto.

Tutto partì da Pokèmon Spada e Scudo, rilasciato il 15 novembre 2019, due titoli che possiamo comparare come “nella media nelle valutazioni” (perlomeno avendo consciamente idea di cosa c’è stato subito prima, Ultrasole e Ultraluna, e quello che avvenuto dopo). I due giochi hanno avuto un accoglienza veramente divisoria, c’è chi ne parla e li ricorda con affetto (molti di questi son giocatori e nuove leve arrivate proprio sulle console Nintendo con Switch), e chi detesta ed odia (spesso giocatori di vecchia data, tendenzialmente gli amanti della quinta generazione (quelli tra i più tossici della community, ma ne parleremo più avanti di questo).

Nonostante le critiche “miste”, legate più che altro ad una grafica e un 3D troppo “scadente” e un open world estramemente piatto (ai tempi c’era già stato il boom di Breath of the Wild su Switch 1). Pokèmon Spada e Scudo, con le 25,68 milioni di unità vendute combinate, risultano essere al quinto posto dei titoli più venduti per Nintendo Switch.



Passarono altri tre anni, e dopo il remake di quarta generazione, Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente (uscito nel 2021), criticatissimo per la grafica troppo “chibi”, seppur decisamente fedele ai capitoli originali su Nintendo DS, fu il momento (probabilmente tra i più importanti), di svolta dell’intera serie Pokèmon.

Parliamo dunque di Leggende Pokémon: Arceus (proprio, certo che lui cit*), il gioco “in alfa” (cosi come i Pokèmon alfa presenti effettivamente nel gioco), o in “beta”. Molti percepirono l’idea di rivivere un passato decisamente lontano rispetto ai capitoli principali e precedenti nel franchise (che si svolgono ai giorni nostri), un’idea veramente tanto interessante a mio avviso (così come fu per Ace Attorney di Capcom con The Great Ace Attorney), ma per molti mal sfruttata. Il gioco infatti venne percepito davvero come un gioco “non completo”, vuoi anche per delle texture veramente tanto scadenti e non rifinite (specie nelle zone di cattura open di Pokèmon), ma anche per il Villaggio Giubilio (L’hub principale dalla quale partire alla caccia di Pokèmon selvaggi), che risultava essere piatto e con NPC spesso fermi e senza troppa vita diciamo. Nonostante questo però, Arceus è stato anche amato e apprezzato (compreso il sottoscritto), per via di una trama che racconta tanto della quarta generazione Pokèmon, l’origine di Dialga, Palkia e Giratina, oltre che rivedere volti familiari, che saranno antenati, somiglianti spesso a vecchi personaggi apparsi su Pokèmon Diamante, Perla e Platino.

Parlando di meri numeri però, Leggende Pokémon: Arceus ha ricevuto un’accoglienza positiva dalla critica, andando ad ottenere una media di valutazioni su Metacritic pari a 83 su 100, con delle vendite pari a 14.83 milioni di unità vendute (al di sotto dei titoli della serie principale), risultando essere il sedicesimo titolo più venduto su Nintendo Switch in generale (neanche così male in realtà).



Fu il momento di Pokèmon Scarlatto e Violetto, uno dei più bassi della serie (per molti perlomeno, per me non son due titoli così tanto criticabili, perlomeno lato trama e di gioco, lato tecnico erano letteralmente aberranti, salvo pre-patch Switch 2). I due giochi ricevettero una shitstorm impareggiabile da parte di buona parte del pubblico, ma non tantissimmo dalla critica internazionale (tecnicamente meritatamente intendiamoci, probabilmente neanche ai livelli del lancio di Cyberpunk e No Man’s Sky), risultando però su Metacritic, con un punteggio di 72/100 (Pokémon Scarlatto) e 71/100 (Pokémon Violetto), i giochi della serie principale con la media più bassa nella storia del franchise.

Nonostante ciò Le vendite totali di Pokémon Scarlatto e Violetto superano attualmente i 27,15 milioni di copie a giugno 2025, rendendoli la seconda coppia di titoli Pokémon più venduta di sempre della serie. Son riusciti persino anche a piazzare 10 milioni di copie in solamente 3 giorni dal lancio ufficiale, stabilendo un record per la console Nintendo Switch, mettendo all’angolo chi criticava i due giochi.



Dopo Scarlatto e Violetto ci fu una separazione e una divisione da parte della community, veramente tanto evidente, tanto da sfociare molto spesso in dispute online, fino ad arrivare ad odio, minacce (spesso troppo velate), sui social e su piattaforme video come ad esempio Youtube e Twitch.

Come dico spesso, la community di Pokèmon (specialmente quella legata al mondo competitivo e/o amante della quinta generazione di Bianco e Nero), è una delle più tossiche che si possano trovare nel mondo videoludico, specialmente lato single player, dove se la batte solamente con quella di Undertale, Minecraft e forse ai livelli anche di Dark Souls e Hollow Knight (anzi dirò, probabilmente solo sotto a quest’ultime due).

L’esperienza dovrebbe renderci più forti, maturi ed equilibrati, purtroppo sfortunatamente non è propriamente così (perlomeno non in tutte le situazioni e in questo caso nello specifico). C’è chi infatti nel corso degli ultimi cinque anni (la categoria sopraindicata di 5a gen), critica il franchise perchè per loro “non è più quello di un tempo” ( on la solita tiritera della pixel art invece che il 3D, che è abbastanza sterile ormai), con critiche all’atteggiamento di Game Freak e The Pokèmon Company (spesso anche al limite di denuncia e diffamazione in certi casi, specie vedendo video e live in giro per il web), colpevoli della deriva e dell’abbassamento della qualità degli ultimi capitoli della serie.

Ebbene vi svelerò un segreto (di Pulcinella però), è effettivamente così, ma non sono solo loro il problema, anzi, forse solo il male minore della storia. Sebbene sia noto a tutti ormai, che all’interno di Game Freak, ci sia una “vecchia guardia” ancorata alle poltrone (come neanche i politici italiani), incapace di evolversi ed imparare tecniche di sviluppo più avanzate della semplice pixel art 2D, ostacolando poi le nuove leve (spesso anche talentuose magari), nel prendere il loro posto, o semplicemente affiancandoli alla pari, per cercare di creare un qualcosa di migliore.

Nonostante questo però, se non avete giocato Pokèmon Legends Z-A, probabilmente non riuscirete a capire questo pensiero, che ha portato poi a scrivere questo papiro, Game Freak non è la sola colpevole dell’attuale situazione Pokèmon. Leggende Z-A, nonostante un lato tecnico non attuale (seppur decisamente funzionale, gradevole e accettabile rispetto al passato), risulta essere uno dei giochi più divertenti dell’intera storia del franchise, l’ho detto.



Il passo infatti è stato finalmente fatto, quello inizialmente fatto con Arceus (la decantata beta venduta a 60 euro), che ha permesso di svecchiare un combat system a turni, che resiste da ormai 25 anni (seppur gradevole ancora oggi intendiamoci), rendendolo decisamente più “action(in maniera positiva però, non come lo schifo di Final Fantasy 16), ma sopratutto molto più dinamico, effettuando mosse in combo e scelte utili, a seconda della situazione, immergendo e coinvolgendo molto di più il giocatore nelle battaglie, rispetto a premere Tasto A, scegli mossa -> Attacca. Tutto questo unito ad una lore, personaggi, storie, legate all’ormai leggendario e scomparso terzo capitolo di Pokèmon X e Y.

Se non lo sapete infatti, Gamefreak penso davvero di creare un Pokèmon Z, legato al Pokèmon leggendario Zygarde (sulla falsa riga dei terzi capitoli “migliorati” celebri della serie. come Cristallo, Smeraldo, Platino e compagnia), ma la cosa non andò mai a buon fine, perlomeno fino a questo momento. Come potete facilmente immaginare infatti, Pokèmon Legends Z-A è il risultato finale del progetto originale di Z, trasformato in maniera furba ma inteligente, in un titolo della serie “Legends”, ovvero un capitolo si principale, ma che narra vicende passate (nel caso di Arceus), e/o future (nel caso di Z-A), di un determinato segmento delle regioni Pokèmon, nel nostro caso, quella di Kalos, seppur con riferimenti a quella di Sinnoh del passato (grazie ai reperti del museo di Luminopoli).

Z-A narra delle vicende di un ragazzo/ragazza di nome Paxton/Harmony, arrivata/o quasi per caso nella Luminopoli (di cinque anni successiva agli eventi di X e Y), che viene trascinata dal compagno di avventura e/o rivale Villy o Ryon (a seconda del sesso del vostro personaggio avatar), alla ricerca di una persona nella città. Verrete portat nell’Hotel Z, dove incontrete una vecchia conoscenza (e che conoscenza), ovvero A-Z, con la sua Floette, entrambi della tenera età di 3000 anni (così come narrato in X e Y). Dopo le vicende legate alla scomparsa di Elisio e dell’arma suprema di fine gioco (X e Y), i due si ritrovano a gestire un hotel, cercando di evitare (assieme ad Aviona e la Q-asar Inc.), i disastri causati dalla Torre Prisma e dalla Mega Evoluzione ferox, una speciale megaevoluzione che rende alcuni Pokèmon decisamente molto pericolosi (alla strenua dei Pokèmon alfa di Arceus per intenderci), e che verranno fermati dal vostro avatar e il team MZ, l’unione di quattro ragazzi ospitati e aiutati da A-Z all’interno dell’hotel.

Le vicende porteranno il vostro personaggio alla scalatta della Royale Z-A, che va dal Rango Z fino al Rango A, affrontando allenatori e zone di lotta sempre più agguerrite, scoprendo a mano a mano, molti dei segreti presenti a Luminopoli, attraverso un sistema di missioni secondarie, che ho particolarmente apprezzato. Non entrando troppo negli spoiler, tutto quello che verrà narrato in Z-A, risulterà essere molto fruibile, chiaro e mai sbrodolato per aumentare la longevità del gioco (così come dissi durante lo sfogo di Silksong), non si ha mai la sensazione di voler far perdere tempo al giocatore, con meccanismi e difficoltà forzate, solo per frustrare e innervosire chi gioca. Il tutto unito alla trama sopraindicata, che se siete appassionati davvero (come me e come altri), apprezzerete sicuramente, vuoi anche per il ritorno di alcuni vecchi personaggi, tra i più apprezzati dell’intera storia del franchise Pokèmon.



L’unica vera pecca che riesco a trovare in Z-A (apparte qualche piccolissimo bugghettino grafico e pop-up ogni tanto degli NPC, ma dovete stare li veramente col lumicino a cercarne), e il solito multiplayer online. Sia chiaro, il problema non è Gamefreak ne la modalità di gioco in se, che mette di fronte quattro allenatori online, che devono ottenere punti (uccidendo per primo ogni giocatore) affrontandosi in un sorta di royale mini tutti contro tutti, con lo scopo di avere il punteggio migliore al termine del tempo, utile per ottenere rank (così come nel single player), per ottenere ricompense, tra le quali anche pietre evolutive esclusive (attualmente è presente la Greninjite, per megaevolvere Greninja).

Il problema reale (che è presente anche nei giochi principali), è la community Pokèmon del competitivo. Sebbene infatti Gamefreak e TPC cerchino in tutti i modi di avvicinare nuovi player al “competitivo” (per carità sicuramente anche per fini economici e di sponsor sia chiaro), attraverso eventi in strutture reali (specie nel TCG) e un sistema di ottenimento di Pokèmon idonei (EV’s e IV’s permettendo, il vero ostacolo principale per i newcomer), decisamente più favorevole, persino annunciando, Pokèmon Champions, un aggregatore di lotte competitive online (che uscirà nel 2026 su Switch/Switch 2 e mobile), che molto probabilmente (se non sicuramente), permetterà ad un pubblico decisamente più vasto di accedere a questo mondo, in maniera molto più facile e senza complicazioni inutili, ciò viene ostacolato da comp player. Al solito infatti (succede ormai in quasi tutti i multiplayer online datati), c’è una sorta di muro invalicabile (definito in gergo videoludico come “gatekeeping”), ovvero il voler respingere ogni tipo di intrusione nella propria confort zone (nel nostro caso uno specifico gioco), nuove leve e giocatori, attraverso anche odio online, che nel caso di Pokèmon, si riduce sempre al “che cazzo ne capiscono questi qua, che fanno vendere i giochi nuovi Pokèmon pure se fanno cagare”.

Ebbene signori, purtroppo non è propriamente così, lo è ancora meno per quanto riguarda Pokèmon Z-A, che risulta essere effettivamente un gioco gradevole e divertente da giocare (anche nel medio lungo periodo secondo me), degna evoluzione di Arceus, ma soprattutto un gran bel erede e sequel di Pokèmon X e Y (specie in termini di trama). spesso fin troppo denigrati, da una certa fetta della community. Questa cosa la si percepisce appieno nelle ultime due ore di gioco della trama principale (per intenderci senza spoiler, la parte finale nella Torre Prisma), dove accadono una serie di avvenimenti importanti, che chiuderanno il cerchio di alcuni personaggi, aprendone allo stesso tempo un futuro per altri, in vista anche del DLC “Mega Dimensione”, che introdurrà nel gioco una nuova storia aggiuntiva, che vedrà la presenza di Mega Raichu X ed Y, in arrivo il 28 febbraio 2026, e già pre-scaricabile dal Nintendo eShop.

Pokèmon X e Y furono dei titoli estremamente discussi su Nintendo 3DS (sebbene decisamente più apprezzati delle ultime tre generazioni dei mostriciattoli), per via di una trama per molti “banale e clitchè”, che si interrompeva troppo presto (la gente veniva da Bianco e Nero, dove questo aspetto era probabilmente tra i migliori della serie, ma solo quello per quanto riguarda spiccava), ma anche per un 3D veramente tanto acerbo e sperimentale (era il primissimo tentativo di una Gamefreak totalmente inesperta in merito, dove dominava nella pixel art 2D nei 15 anni precedenti).

Nonostante ciò, oggi ritrovo quelle sensazioni positive che ricordavo e/o sentivo ai tempi del 3DS, che mi lasciano sperare in un futuro sicuramente migliore dell’ultimo periodo, per quanto riguarda il mondo Pokèmon, ignorando tutto il vomito, rancore, astio ed odio, che online imperversa senza sosta nei confronti di Z-A, rilasciato da una certa fetta di community (per fortuna non tutta, una piccola parte, perlomeno non quella che lo ha provato nell’effettivo, apprezzandosi e divertendosi), nel corso delle ultime due settimane, e di cui personalmente, voglio sinceramente fare a meno.

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