[EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO] Nintendo Direct e i deliri di massa sui prezzi e l’atteggiamento “da indignarsih” della Grande N
In questo articolo della rubrica “EDITORIALE SFOGO VIDEOLUDICO“, ci concentreremo sul recente Nintendo Direct con Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy 2.
Sta diventando un appuntamento fisso ormai, ma le persone online (che siano creators, streamers, giornalisti(ai), ed anche utenza comune sui social (spesso la peggiore tra le quattro categorie appena citate), regalano spesso emozioni forti e perle mai viste prima.
Una delle ultime è chiaramente il chiacchieratissimo Nintendo Direct, nel quale Nintendo si è azzardata (mannaggella) a proporre due dei suoi classici a 30 euro ciascuno (mai visto nella storia della grande N, perlomeno secondo la loro fantasia chiaramente). La polemica però si è concentrata anche sul fatto che i due Super Mario Galaxy siano rivenduti come all’epoca (ma in alta definizione e con un minimo di texture migliorate, seppur emulati) su Nintendo Switch e Switch 2, come originali, anche se coi controlli mouse di Switch 2 ed in 4K, ma vabbè, riportiamo solo quello che vogliamo e omettiamo cose.
Tralasciando il fatto che il prezzo sia opinabile e decisamente discutibile (anche io lo ritengo estremamente eccessivo e fuori mercato), non è minimamente una novità ne c’è da gridare allo scandalo e strapparsi i capelli, come tanti la stanno facendo passare nell’ultima settimana. Infatti chi cita e fa vedere screen dall’eShop di Wii U (magari manco sapendo che console fosse, perché non erano manco stati concepiti per età anagrafica nei videogame a quel periodo), delle edizioni digitali di Galaxy e Metroid Prime Trilogy a 20 euro, dimentica infatti che quelle specifiche versioni digitali, erano essenzialmente le stesse identiche che si potevano giocare su Wii.
Quest’ultime venivano infatti caricate dal sistema in formato digitale come se fossero un download generico di un titolo o indie game dall’eShop di Nintendo Wii U, scaricati come software e funzionando esattamente col sistema di retrocompatibilità di Wii, che permetteva anche ai dischi della vecchia console di Nintendo (essendo retrocompatibile come Switch 2), di essere avviati nella modalità “Wii” di Wii U. Tutto questo, con tanto di riproposizione del menù nativo di quest’ultima, senza effettivamente alcun tipo di emulazione e miglioramento effettivo, semplicemente venivano caricati come se aveste inserito il vostro CD originale di Galaxy/2 e Metroid Trilogy su Wii U, nella stragrande maggior parte dei casi (se non tutti) con esattamente la stessa identica risoluzione 480i o 480p della console coi Wiimote.
Intendiamoci senza alcun tipo di fraintendimento, 20 euro invece che 40 (cadauno) fanno sicuramente la differenza, portafoglio alla mano, tra lo scegliere se acquistare e giocare un titolo di questa tipologia o meno (io stesso credo non farò questo esborso, specie perché ho già tutte le versioni originali di Galaxy e Galaxy 2, compresa quella Wii U, così come non acquisterò la periferica del Virtual Boy, seppur la ritengo molto simpatica e memosa come idea). Ciò non toglie però, che l’ondata di merda sui social che si è vista in questa settimana (post-direct), sia stata fin troppo esagerata, specie con i toni.
E quindi dove sarebbe la novità direte voi? La preservazione ed emulazione? Tanto decantata da chi difende e pretende il fisico a tutti i costi (non capendo che il digitale è diventato nell’effettivo, la forma più comoda e fruita per la maggior parte dei media (compreso il gaming)), e poi appena si tira fuori una remastered/remake di un classico, spesso anche intramontabile (rettifico, se lo tira fuori Nintendo si è con attenzione e coi fucili puntati, gli altri vanno bene, guardate anche il caso di Metal Gear 3 Delta, dove non si è lamentato quasi nessuno o comunque pochissimi nell’effettivo, su come fosse lo stesso identico gioco (anche a livello di gameplay), ma con la grafica migliorata), oppure negli ultimi mesi si sta un pochino rosicando (dal lancio di Switch 2 per la precisione), perché Nintendo ha messo alla berlina chi modificava Switch già dalla prima console, con tanto di ban (e conseguente console buttata nel cestino o rivenduta su ebay) oltre che cause legali verso chi distribuiva software sul web?
Per quanto riguarda l’utenza, il rosic potrebbe passare dal fatto che si usufruiva (spesso se non sempre magari) di versioni “non consone” di software di Nintendo Switch (e non avete la minima idea di quante siano, probabilmente anche un numero nemmeno concepibile dal nostro cervello umano, viste anche le perdite di un milione di download di Tears of the Kingdom su PC su emulatori non autorizzate, riscontrate e riportate da Nintendo stessa), non possa più farlo così facilmente anche sulla vecchia console, così come su Switch 2, per le nuove funzionalità che Nintendo ha apportato e le nuove direttive di ban ed esclusione dal sistema, se si rilevano modifiche hardware e software.
Tutto questo senza parlare di alcune cose successe durante reaction in live su Twitch al Direct, dove ci son stati utenti (videogiocatori a detta loro), che al primo sguardo di gameplay del nuovo Yoshi and the Mysterious Book, a mo di frame drop semi inesistenti di Bananza (ne abbiamo parlato qui), veniva confusa la scelta di utilizzare lo stile animato in “stop-motion” del gioco, con un lag effettivo dello stesso o del trailer. Cioè, voi capite bene che con un pubblico di questo tipo (fortunatamente ripresi malamente da un creator che ne sa a pacchi del mondo videoludico), sia veramente fin troppo semplice deriderli ed insultarli, ma non sparerò sulla croce rossa in questo caso, mi limiterò a dire che bastava guardare un episodio di Pingu, per avere idea dell’errore macroscopico nell’affermare una roba del genere, anche a primo impatto.
Il passo è sicuramente brevissimo tra criticare e/o sfruttare l’ondata di odio mediatico (qui parlo in generale senza distinzione, di creator/streamer e siti per engagement) su piccoli aspetti di una presentazione (si il prezzo è una piccola parte, visto che neanche viene citato mai nelle dirette, anche in maniera furba per carità), facendo un mischione assurdo di fatti/avvenimenti/cose successe in precedenza (che non hanno nessun attinenza con gli annunci dei giochi), definendolo un direct “non sufficiente” per questo o quel motivo passato (boh che vi devo dire). Come ho detto già sui social, ritengo la presentazione essere stata anche abbastanza buona, se non addirittura tendente all’ottima.
La roba presentata del Direct, ha fatto ben sperare sul futuro prossimo di Nintendo Switch 2, il nuovo Yoshi, Mario Tennis Fever, Fire Emblem: Fortune’s Weave, Pokemon Pokopia, Tomodachi Life, ma anche gli stessi annunci delle date di uscita attese di Hyrule Warriors e Metroid, non considerando il remake di Dragon Quest 7 (ma siccome lo annuncia Nintendo un remake, non conta o è merda ricordiamolo), e l’arrivo incredibile di un gioco attesissimo come Resident Evil Requiem su Nintendo Switch 2, totalmente insperato (seppur con rumor), visto la qualità tecnica del gioco di Capcom, molto più vicina alle ultime generazioni di console/PC.
Aggiungo poi, così come ho fatto in altri lidi, che aspettarsi un nuovo Super Mario 3D, annunciato, presentato e rilasciato tre mesi dopo, cosa mai accaduta tra l’altro nella storia del franchise, visto che Nintendo si è sempre presa il suo tempo tra sviluppo, annuncio e rilascio (tanti infatti lo volevano e pretendevano assieme ad Animal Crossing già a dicembre, ma c’è Metroid al suo posto), sia abbastanza “sciocco” (per non usare termini ancora più cattivi). Questo in quanto l’anniversario di Mario si protrarrà sicuramente anche verso l’inizio-metà dell’anno prossimo (un anno dura 365 giorni non cinque minuti, anche per tenerlo accanto al MAR10 Day, che si festeggia ogni anno il 10 marzo), ma soprattutto per non avvicinarlo eventualmente (fosse realmente un capitolo 3D, nulla è sicuro), a Donkey Kong Bananza.
Questo perché la coerenza è una dote che sta sempre di più sparendo nell’umanità (lo si vede anche in fatti di cronaca attuali e giornalieri, decisamente più gravi della vita quotidiana, rispetto a dei semplici videogame), in quanto si può dire che Mario Kart e Kirby Air Riders non possano uscire a tre mesi di distanza, essendo due “racing game” (peccato che Air Riders, così come l’originale GameCube sia più vicino a Smash Bros, ma vabbè a chi stiamo parlando ragazzi dai lel), mentre va bene che Mario 3D. quello nuovo, esca a tre mesi di distanza da Bananza, ma non è solamente questo, non va bene neanche che Nintendo rilasci un DLC a pagamento per il gioco dello scimmione (SIA MAI, lesa maestà signori miei, money grabber avrebbero detto nel 2013), che non intacca il 100% del gioco (ci mancherebbe anche), ma lo arricchisce dell’isola Kong originale dei country (in salsa totalmente moderna), oltre che una nuova modalità “roguelike” con gli smeraldi, anche abbastanza divertente a mio avviso, oltre che giocabile tranquillamente anche negli altri livelli del gioco, ma anche qui la critica fu “era un contenuto tagliato dal gioco originale”, persone irrecuperabili che ci possiamo fare.
Per finire in maniera serena e tranquilla, io non sto dalla parte di NESSUNO (nonostante in più lidi al solito sono stato definito e additato come “fan boy” di Nintendo, manco avessi 10 anni, probabilmente all’epoca in buona parte lo ero, ma si sa col tempo si cresce, o almeno alcune persone tendono a farlo), l’unica parte che riconosco è quella videoludica, ovvero i giochi, quelli belli (che Nintendo continua a presentare, creare e rilasciare). Non è cambiato nulla in quarantanni, se non gli interpreti in gioco (sia dall’alto che dal basso della catena, con buona pace di chi rimpiange il compianto Iwata e lo stesso Reggie, che ci hanno fatto divertire ed intrattenere, ma si va anche avanti ogni tanto, vedasi anche il cambio di doppiatore di Mario con Charles Martinet), con nuove generazioni di sviluppatori (come quelli arrivati per lo sviluppo di Super Mario Bros Wonder, seguiti dai lead designer storici del franchise come Takashi Tezuka).
Il videogiocatore a qualcosa che ci fa sentire bene con noi stessi, facendoci dimenticare anche ed ogni tanto la solita routine quotidiana, spesso monotona e noiosa, è una delle cose che dovrebbe interessare davvero (l’unica che dovrebbe contare assieme al proprio divertimento) a chi si appassiona o è davvero preso bene da questo mondo (senza doppi fini, patriottismi o interessi), cosa che tanti, specie nelle ultime generazioni di giocatori (ma anche questo punto non solo a quanto pare), si stanno dimenticando spesso di fare, a favore di dissing, insulti, odio, polemiche sterili e chiacchiericci da bar di quart’ordine.
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